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Resoconto dei lavori del convegno Eredità giacente – 19 aprile 2021 Jul 19, 2021

Resoconto dei lavori del convegno Eredità giacente – 19 aprile 2021

Resoconto dei lavori del convegno Eredità giacente – 19 aprile 2021 Il 19 aprile 2021 si è tenuto in modalità Meeting Teams il convegno sul tema dell’Eredità Giacente. Il convegno ha voluto fornire, da un lato un inquadramento giuridico generale della procedura di Eredità Giacente, instaurata ai sensi dell’Art. 528 C.C., e dall’altro ha evidenziato alcune prassi vigenti nel Tribunali di Milano, Torino e Trieste relativamente ad alcune tematiche quali il compenso del curatore, la vendita dei beni ereditari e la dichiarazione di successione.

L’evento è stato organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano e dalla Fondazione ODCEC di Milano. L’iniziativa ha riscosso successo tra gli oltre 300 professionisti partecipanti, sia avvocati sia dottori commercialisti, che operano nei diversi Fori Italiani, chiaro segnale che gli stessi ne hanno apprezzato sia l’organizzazione che i contenuti, auspicando ulteriori incontri sul tema. L’incontro, dopo i saluti di rito, si è aperto con l’intervento di carattere strettamente giuridico- dogmatico, dell’Avv. Pier Luigi Maria Fino, esperto in diritto successorio forense, il quale, con sapienza e dottrina, ha esposto una brillante disamina delle possibili prassi alla luce degli interessi pubblici, ovvero privati alla cui tutela è finalizzata la procedura di eredità giacente, prospettando tra l’altro: concreti effetti delle differenti impostazioni teoriche. E’ seguito l’intervento di chi scrive - Dr.ssa Rosa Anna Fumarola, curatore di eredità giacente presso il Tribunale di Milano e moderatore del convegno – nel corso del quale è stato trattato in modo approfondito il tema della dichiarazione di successione. Ci si è focalizzati in particolare sulla delicata problematica relativa alla autoliquidazione delle imposte di successione, ipotecarie e catastali a carico della curatela, che non ne sarebbe tenuta al pagamento. E’ emersa la non completa omogeneità delle prassi di lavorazione degli avvisi di liquidazione da parte dei diversi uffici regionali dell’Agenzia delle Entrate e quindi la necessità della curatela di impugnare l’avviso di liquidazione in virtù delle recenti Sentenze n. 545/2020 della CTP di Torino e n. 945/2021 della CTP di Milano. Entrambe le citate sentenze ritengono che, in via generale, la curatela dell’Eredità Giacente non possa essere assoggettata ad imposta di successione per la mancanza di presupposti sia oggettivi che soggettivi. Da sottolineare, a indicazione che l’incontro ha sollevato questioni ‘calde’ per gli operatori pratici, che, nel corso del dibattito finale, i curatori hanno chiesto che tutte le Direzioni Regionali delle Agenzie Entrate possano adeguarsi al dispositivo delle citate sentenze evitando alla procedura inutili aggravi di costi. Decisamente interessante e ricca di spunti la relazione del Notaio Matteo Mattioni, Notaio in Udine e componente della Commissione Studi Civilistici del Consiglio Nazionale del Notariato, il quale ha trattato il tema dell’eredità giacente vista da una prospettiva notarile con particolare riferimento alla giacenza pro quota e/o assenza del chiamato, ai poteri del curatore e regime autorizzativo, nonché all’inventario dei beni all’estero. Si è proceduto ad ampia disquisizione ex art. 46 d.Lgs. 71/2011 (Ordinamento e funzioni degli uffici consolari). «1. L’ufficio consolare ... dà notizia alle competenti autorità nazionali ... della apertura nella circoscrizione consolare di successioni di cittadini o di successioni cui sono o possono essere chiamati cittadini. 2. L’ufficio consolare trasmette ... le dichiarazioni di accettazione e di rinuncia ... 3. Su richiesta di un tribunale italiano ..., l’ufficio consolare provvede a disporre, nell'interesse degli aventi diritto, ogni possibile misura atta alla custodia dei beni relativi alla successione pervenuti all’ufficio stesso». Concludendo, deve quindi rilevarsi l’esclusione che l’ufficio consolare possa provvedere all’inventario dei beni all’estero. Il notaio italiano dovrà necessariamente richiedere l’intervento di un pubblico ufficiale straniero, fra le cui funzioni rientri la redazione dell’inventario (o, più in generale, di verbali di constatazione). Le prassi vigenti presso il Tribunale di Milano sono state esposte nel corso dell’intervento del Dr Stefano Rosa, Presidente della Sezione IV Civile e della Dott.ssa Susanna Terni, Giudice della stessa Sezione. Il Presidente ha trattato le fasi di chiusura della procedura, soffermandosi altresì sulla interpretazione dell’art. 783 c.p.c., fornendo una interpretazione estensiva della suddetta norma, tale da ricomprendere non solo il pagamento dei creditori ipotecari e condominiali ma anche la necessità di evitare i costi di gestione dell’immobile che ricadrebbero sulla procedura. La predetta interpretazione estensiva manifesta la necessità/utilità, relativa ad una eventuale vendita, che di volta in volta dovrà necessariamente tener conto del concreto interesse dello Stato per un incameramento di liquidità, anziché per la devoluzione immobiliare. Sempre in merito all’ambito dell’interesse del Demanio, il Presidente ha altresì evidenziato il recente orientamento del Tribunale di Milano, ritenendo ammissibile la devoluzione ante decennio delle somme giacenti sui conti della procedura in assenza di eredi. La Dott.ssa Terni, intervenendo sulla questione della devoluzione ante decennio, per quanto riguarda i patrimoni costituiti da liquidità, ha evidenziato che la recente prassi instaurata dal Tribunale di Milano consiste nel poterle devolvere mediante il modello F23. Il Giudice, ha, altresì, posto l’attenzione sulla questione della cancellazione dell’ipoteca sugli immobili in caso di vendita, non essendo applicabile la disciplina dell’esecuzione forzata. Ha prospettato la possibilità suggerita dalla Dottrina della liquidazione concorsuale prevista in caso di eredità beneficiata dagli artt. 498 e 503 C.C., normativa richiamata dall’art. 530 C.C. specifica al curatore dell’eredità giacente. Il Dr Arturo Picciotto, Presidente della Sezione Civile del Tribunale di Trieste, ha focalizzato il proprio intervento sul compenso del curatore dell’eredità giacente con riferimento ai criteri di determinazione applicabili sulla base della qualificazione della funzione e dell’attività in concreto svolta. Nel corso della relazione il Dr Picciotto si è soffermato sulla questione della liquidazione nelle procedure aperte d’ufficio, evidenziando che è oggetto di un giudizio pendente innanzi alla Corte Costituzionale, promosso dal Tribunale Ordinario di Trieste che ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 148 (recte: art. 148, comma 3) del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)», in riferimento agli artt. 3, 35 e 36 della Costituzione, nella parte in cui non prevede, al comma 3, che il compenso del curatore dell’eredità giacente venga anticipato dallo Stato «quale soggetto finale nel cui interesse è svolto il procedimento», ove questo, attivato d’ufficio, si sia concluso senza eredi accettanti e con eredità incapiente. Si evidenzia il successo dell’iniziativa ad opera del Tribunale Ordinario di Trieste, alla luce della recente sentenza della Corte n. 83/2021, depositata il 30 aprile 2021, che ha colto con acume la questione sollevata dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 148, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)», nella parte in cui non prevede tra le «spese anticipate dall’erario» l’onorario del curatore con riguardo al caso in cui la procedura di giacenza si sia conclusa senza accettazione successiva e con incapienza del patrimonio ereditario. Sagace l’intervento dell’avvocato Avv. Maria Schettino che, avendo ricoperto negli anni il duplice ruolo di curatore di eredità giacente presso il Tribunale di Milano e legale difensore nelle procedure in cui non assume funzioni di curatore, ha illustrato parte di quei vuoti normativi che, di fatto, ostacolano le funzioni del curatore. Dopo ampia disamina comparatistica tra i maggiori Fori italiani, di grande interesse risultava la proposta di una commissione di studio, con la partecipazione di rappresentanti di tutti i fori del territorio italiano, al fine di redigere delle linee guida generali da far recepire ad ogni Tribunale aderente. La proposta anzidetta veniva formulata con l’obiettivo di raggiungere un’unitaria disciplina, da applicare alle procedure di eredità giacenti, nell’attesa di un intervento sostanziale da parte del Legislatore, auspicando di porre fine alle consuetudini differenti dei Fori che troppo spesso si traducono in un’applicazione disomogenea ed a volte anche contrastante della carente normativa in vigore. In chiusura l’interessante intervento del Dr. Marco Battiglia, Giudice della Sezione IX del Tribunale di Torino, il quale ha fornito una esauriente disamina giuridica degli aspetti controversi della procedura con particolare riguardo alla vendita dei beni immobili quando questa risulti preferibile alla detenzione e gestione degli stessi ed alla chiusura della procedura. Il Giudice fornisce alla curatela alcuni suggerimenti nel caso in cui il creditore si rifiuti di acconsentire alla cancellazione del proprio privilegio. 1. Il curatore deve spiegare al creditore che la cancellazione del privilegio esistente sul bene immobile è operazione per il creditore stesso economicamente neutra. 2. Laddove il creditore persista nel suo atteggiamento ostativo, il curatore dovrà fargli presente che tale mancata collaborazione sarà portata a conoscenza del Giudice designato e che questa potrebbe comportare per il creditore l’esposizione ad una domanda di risarcimento dei danni che verrà a provocare alla procedura, ai chiamati ed agli altri creditori. 3. Per superare il persistere del rifiuto del creditore privilegiato ad acconsentire alla cancellazione delle ipoteche, si dovrà ricorrere alla procedura prevista dal combinato disposto degli artt. 2889 e segg. c.c. e artt. 792 e segg. c.p.c..

Rosa Anna Fumarola

Dottore Commercialista in Milano - Curatore di Eredità Giacente

Letto 96 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Luglio 2021 13:10

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